Origine

 Origini e descrizione

Il “citrus aurantium” ovvero l’arancio è un albero da frutto che può raggiungere un’altezza di 10 metri ed è caratterizzato da foglie allungate e piuttosto corpose con fiori bianchi. Il nome di questa pianta risale alla mitologia greca, si narra che questi alberi nascessero e fiorissero nei giardini degli Esperidi, “da qui prende il nome la bacca che germoglia sul frutto” tra bellissime fanciulle figlie di Atlante  e della notte.

L’origine della pianta si fa risalire alla Cina e al Giappone, ma grazie a delle importazioni arabe tramite il mercato genovese è riuscita ad arrivare in Italia, in particolar modo in Sicilia.

Le arance fanno parte della famiglia degli agrumi sono il frutto che caratterizza l’inverno, la sua maturazione intercorre dal mese di novembre fino  in primavera. Essa si presenta con una scorza esterna piuttosto ruvida “pericarpo” ed ha una pigmentazione verdastra ma nel corso della maturazione muta il suo aspetto fino ad arrivare ad un rosso. Invece la parte interna “endocarpo” è suddivisa in spicchi commestibili polposi e pieni di succo, ma anche la buccia di questo agrume può essere sfruttata, è possibile infatti ricavarne un olio essenziale ottimo per la preparazione di “canditi” necessari per la preparazione di alcuni dolci caratteristici.

Sul mercato molto spesso troviamo la denominazione “Arancia rossa di Sicilia”, indica principalmente la qualità di agrume a polpa rossa come ad esempio la sanguinella o il tarocco e rispettano quanto previsto nel relativo disciplinare di Arancia rossa di Sicilia IGP.

Con il termine “arancia rossa” si indicano alcune varietà di arancia che presentano una pigmentazione molto accentuata, dovuta ad alcune particolarità  climatiche del territorio prospiciente il vulcano Etna, nelle province di Catania e Siracusa e in parte della provincia di Enna, si verificano le condizioni ideali per la coltivazione dell’arancia rossa: un terreno molto fertile grazie alla presenza del vulcano, e un clima secco con forti escursioni di temperatura tra il giorno e la notte nel periodo di maturazione.